Grelina – L’Ormone che provoca la Fame e influenza la Sazietà
La grelina, un ormone peptidico oressigenico sintetizzato prevalentemente dalle cellule enteroendocrine P/D1 della mucosa fundica dello stomaco, esercita un ruolo centrale nell’omeostasi energetica stimolando l’apporto alimentare e regolando il metabolismo. Essa agisce attivando il recettore del secretagogo dell’ormone della crescita (GHS-R1a), situato nell’ipotalamo, modulando così i segnali neuroendocrini coinvolti nella percezione della fame e nel comportamento alimentare. In questo articolo verranno affrontati i meccanismi fisiologici della grelina, le sue interazioni con altri ormoni neuropeptidici coinvolti nella regolazione dell’appetito — come la leptina, l’insulina e il neuropeptide Y — e le attuali strategie terapeutiche per ottimizzare i livelli di questo ormone nel contesto della gestione del peso e dei disturbi metabolici.
Cos’è la grelina e qual è il suo ruolo nell’omeostasi metabolica?

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La grelina è un ormone peptidico oressigenico, secreto prevalentemente dalle cellule enteroendocrine P/D1 della mucosa fundica dello stomaco, nonché in quantità ridotte dall’intestino tenue, dal pancreas e dall’ipotalamo. Essa svolge un ruolo essenziale nella regolazione dell’apporto alimentare e dell’omeostasi energetica, agendo sul recettore del secretagogo dell’ormone della crescita (GHS-R1a) situato nell’ipotalamo. I livelli plasmatici di grelina aumentano in condizioni di deplezione energetica, stimolando l’ipotalamo laterale per l’inizio del comportamento alimentare, e diminuiscono dopo l’ingestione di cibo, favorendo la sensazione di sazietà.
Oltre ai suoi effetti sull’appetito, la grelina presenta molteplici funzioni fisiologiche, tra cui la modulazione del metabolismo glucidico attraverso l’interazione con l’insulina e l’influenza sulla sensibilità all’insulina nei tessuti periferici. Inoltre, l’ormone stimola la secrezione dell’ormone della crescita (GH) dall’adenoipofisi, contribuendo ai processi anabolici e al mantenimento della massa muscolare. A livello cardiovascolare, la grelina esercita effetti cardioprotettivi riducendo lo stress ossidativo e migliorando la funzione endoteliale.
Infine, gli squilibri nella secrezione e nella regolazione della grelina sono coinvolti nell’eziopatogenesi dell’obesità, dell’anoressia e di altre disfunzioni metaboliche, sottolineando l’importanza di questo ormone nel mantenimento dell’equilibrio energetico e della salute metabolica.
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In questo contesto, una dieta equilibrata, supportata da integratori che contribuiscono a bilanciare i processi metabolici, può affrontare efficacemente questi disturbi. Ad esempio, gli integratori di Omega 3, come le nostre capsule Omega 3 con olio di pesce concentrato, rappresentano una fonte essenziale di acidi grassi essenziali che supportano la salute del sistema cardiovascolare e del cervello. Queste capsule, con una concentrazione di 1000 mg di olio di pesce concentrato per capsula, forniscono una dose ottimale di EPA (455 mg) e DHA (230 mg), essenziali come modulatori biologici dei processi infiammatori e nella regolazione del metabolismo lipidico. La loro inclusione nel regime quotidiano può sostenere l’attività neuroendocrina, contribuendo a una migliore gestione del peso e delle funzioni cognitive, facilitando così il miglioramento dello stato di salute generale.
Il meccanismo d’azione della grelina
La grelina esercita effetti pleiotropici attivando il recettore specifico GHS-R1a (Growth Hormone Secretagogue Receptor 1a), un recettore accoppiato alla proteina G, espresso prevalentemente nell’ipotalamo, nell’ipofisi, nel pancreas e nel tratto gastrointestinale. Questo ormone oressigenico regola il bilancio energetico e l’appetito stimolando i neuroni oressigenici nel nucleo arcuato ipotalamico, promuovendo il rilascio del neuropeptide Y (NPY) e della proteina agouti-related (AgRP), due peptidi coinvolti nello stimolo dell’ingestione alimentare e nell’inibizione dei segnali anoressizzanti.
Oltre al suo ruolo centrale nell’omeostasi energetica, la grelina modula le reti mesolimbiche coinvolte nel sistema di ricompensa, attivando i circuiti dopaminergici nell’area tegmentale ventrale e l’amigdala cerebrale, il che influenza le preferenze alimentari e i comportamenti edonico-motivazionali. A livello periferico, la grelina interferisce con l’omeostasi del glucosio, inibendo la secrezione di insulina dalle cellule β-pancreatiche e riducendo l’assorbimento periferico del glucosio attraverso azioni sul fegato e sulla muscolatura scheletrica.
La secrezione pulsatile della grelina segue un ritmo circadiano ed è influenzata dallo stato nutrizionale, raggiungendo i valori massimi nei periodi preprandiali e diminuendo postprandialmente, in correlazione con il rilascio di insulina e peptidi anoressizzanti, come il peptide YY (PYY) e la colecistochinina (CCK).
Attraverso questa dinamica, la grelina agisce come un sensore metabolico essenziale nell’adattamento dell’organismo alle variazioni della disponibilità energetica e nella regolazione del peso corporeo.
Relazione tra grelina e leptina

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La grelina e la leptina sono due ormoni essenziali nell’omeostasi energetica, che agiscono attraverso meccanismi complementari per la regolazione del comportamento alimentare e del metabolismo.
La grelina, secreta principalmente dalle cellule enteroendocrine del fondo gastrico, è un ormone oressigenico che stimola l’ingestione alimentare attraverso l’attivazione dei neuroni oressigenici NPY/AgRP nel nucleo arcuato ipotalamico. Al contrario, la leptina, sintetizzata dagli adipociti in funzione della massa adiposa, ha un effetto anoressizzante, inibendo gli stessi neuroni e attivando la via anoressizzante rappresentata dai neuroni POMC/CART.
L’interazione tra grelina e leptina è bidirezionale e finemente regolata: la leptina modula l’espressione del recettore GHS-R1a a livello ipotalamico e sopprime la secrezione di grelina a livello gastrico, contribuendo alla riduzione dell’apporto alimentare. Nella sindrome metabolica e nell’obesità, questo equilibrio è alterato, caratterizzandosi per iperleptinemia e resistenza leptinica, il che impedisce l’effetto inibitorio sulla grelina e perpetua la sensazione di fame, favorendo l’apporto calorico eccessivo.
La regolazione ottimale del rapporto grelina/leptina è influenzata da fattori quali il ritmo circadiano, la composizione della dieta, l’attività fisica e lo stato infiammatorio sistemico. Ad esempio, la carenza di sonno determina un aumento del livello di grelina e una diminuzione della secrezione di leptina, favorendo l’iperfagia. L’integrazione con acidi grassi polinsaturi Omega-3 ha dimostrato di avere effetti benefici nella sensibilizzazione alla leptina e nella riduzione dei livelli di grelina, contribuendo all’ottimizzazione del bilancio energetico e alla prevenzione dell’obesità.
Sebbene la grelina e la leptina siano fattori centrali nella regolazione dell’appetito, questo processo coinvolge anche altri mediatori neuroendocrini, come l’insulina, il peptide YY (PYY) e la colecistochinina (CCK), ognuno con un ruolo specifico nella dinamica dell’ingestione alimentare. Una comprensione integrata di questi meccanismi può facilitare lo sviluppo di strategie terapeutiche efficaci nella gestione dell’obesità e dei disturbi metabolici associati.
L’impatto della grelina sull’omeostasi energetica e sul peso corporeo
La grelina è un regolatore centrale dell’equilibrio energetico che influenza l’appetito, il metabolismo dei substrati energetici e l’accumulo di tessuto adiposo. La sua secrezione pulsatile è strettamente legata allo stato nutrizionale, raggiungendo i livelli massimi nei periodi di digiuno e diminuendo postprandialmente. Attivando i recettori GHS-R1a a livello ipotalamico, la grelina stimola l’ingestione alimentare aumentando l’espressione del neuropeptide Y (NPY) e della proteina AgRP, con un marcato effetto oressigenico.
Oltre all’aumento dell’apporto calorico, la grelina modula il metabolismo lipidico promuovendo la lipogenesi e riducendo il tasso di ossidazione degli acidi grassi, favorendo l’accumulo di tessuto adiposo, specialmente nella regione viscerale. Inoltre, la grelina interferisce con il metabolismo glucidico, esercitando un effetto antagonista sull’insulina, inibendone la secrezione e riducendo la sensibilità all’insulina nei tessuti periferici.
Nel contesto dell’obesità, il profilo della grelina presenta particolarità paradossali. Sebbene i livelli circolanti di grelina siano spesso ridotti nei pazienti obesi, la sensibilità ai suoi effetti oressigenici può essere amplificata. Ciò contribuisce alla difficoltà di controllo dell’apporto alimentare. Inoltre, durante le restrizioni caloriche, le concentrazioni plasmatiche di grelina aumentano in modo compensatorio. Questo può determinare iperfagia reattiva e compromettere il mantenimento della perdita di peso a lungo termine.
La gestione dell’impatto della grelina sull’omeostasi energetica richiede interventi multimodali. Questi includono l’ottimizzazione della dieta attraverso un adeguato apporto di proteine e fibre. Queste possono ridurre la secrezione postprandiale di grelina. È inoltre importante un’attività fisica regolare per migliorare la sensibilità alla leptina e all’insulina. Anche l’ottimizzazione del sonno è essenziale, dato l’impatto della privazione del sonno sull’aumento della secrezione di grelina. Inoltre, le strategie farmacologiche e gli interventi metabolici, come la chirurgia bariatrica, influenzano significativamente la secrezione e l’azione della grelina. Questi sono aspetti essenziali nel trattamento dell’obesità grave.
Dunque, la grelina non agisce isolatamente, ma in interdipendenza con altri ormoni metabolici e fattori neuroendocrini. Ciò impone un approccio olistico e personalizzato nella gestione del peso e dei disturbi metabolici associati.
Strategie di modulazione della secrezione e dell’attività della grelina

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La regolazione del livello di grelina è essenziale per ottimizzare l’omeostasi energetica, il controllo dell’appetito e la prevenzione dei disturbi metabolici. Interventi nutrizionali, comportamentali e farmacologici possono influenzare la secrezione e l’azione di questo ormone peptidico, contribuendo al mantenimento dell’equilibrio metabolico.
Ecco alcune raccomandazioni per la regolazione del livello di grelina, essenziali per il mantenimento di un equilibrio dell’appetito e del metabolismo energetico:
1. Interventi nutrizionali
La struttura dell’alimentazione gioca un ruolo determinante nella dinamica della secrezione della grelina. L’aumento dell’apporto proteico induce una riduzione significativa e sostenuta della concentrazione plasmatica di grelina, ritardando lo svuotamento gastrico e stimolando gli ormoni anoressizzanti, come il peptide YY (PYY) e la colecistochinina (CCK). Inoltre, il consumo di alimenti ricchi di fibre solubili contribuisce a prolungare la sensazione di sazietà, attraverso la fermentazione colonica e la produzione di acidi grassi a catena corta, che modulano l’asse intestino-cervello.
Al contrario, gli alimenti ad alto indice glicemico determinano un aumento transitorio della grelina postprandiale, favorendo l’iperfagia e l’aumento ponderale. Pertanto, una dieta equilibrata, basata su alimenti a lento rilascio di glucosio, può prevenire le oscillazioni marcate della grelina e stabilizzare l’appetito.
2. Ritmicità circadiana e impatto del sonno
La privazione del sonno induce una perturbazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e determina l’aumento della secrezione di grelina, amplificando la percezione della fame e la suscettibilità alla sovralimentazione. Una serie di studi clinici ha dimostrato che un sonno di qualità, di almeno 7-9 ore per notte, ottimizza il rapporto grelina-leptina e riduce il rischio di aumento ponderale.
3. L’attività fisica e i suoi effetti sulla grelina
L’esercizio fisico influenza la secrezione di grelina in modo dipendente dall’intensità e dalla durata. L’attività fisica moderata determina una diminuzione transitoria del livello di grelina, correlata a un aumento della secrezione di leptina e PYY. Al contrario, gli allenamenti ad alta intensità possono avere effetti variabili, a volte aumentando il livello di grelina negli sforzi prolungati, a causa della necessità di ripristinare le riserve energetiche.
4. Controllo dello stress e tecniche di regolazione neuroendocrina
Lo stress cronico può amplificare la secrezione di grelina, svolgendo un ruolo importante nei comportamenti alimentari compulsivi e nell’aumento ponderale indotto dallo stress. Interventi psicologici, come la mindfulness, la meditazione o il biofeedback, hanno dimostrato la capacità di modulare la secrezione della grelina e di migliorare l’autoregolazione dell’ingestione alimentare.
5. Interventi farmacologici e metabolici
Nei casi di obesità grave, gli interventi bariatrici, come la gastrectomia longitudinale, riducono significativamente la secrezione di grelina. Ciò accade attraverso la rimozione del fondo gastrico, il suo principale sito di produzione. Inoltre, gli agenti farmacologici che mirano ai recettori GHS-R1a o modulano l’interazione della grelina con i sistemi oressigenici sono in fase di ricerca. Essi sono studiati per il trattamento dell’obesità e dei disturbi metabolici associati.
In altre parole, la regolazione della secrezione e dell’attività della grelina richiede un approccio multidisciplinare. Questo integra strategie nutrizionali, modifiche dello stile di vita e, in casi specifici, interventi farmacologici o chirurgici. Solo una comprensione dettagliata dei meccanismi neuroendocrini coinvolti nel controllo dell’appetito è essenziale. Questa è necessaria per lo sviluppo di terapie efficaci nella prevenzione e nella gestione dell’obesità.
Grelina e patologie metaboliche – prospettiva endocrinologica
Ormone peptidico prodotto prevalentemente dalle cellule enteroendocrine della mucosa fundica dello stomaco, la grelina rappresenta un regolatore chiave dell’omeostasi energetica e del metabolismo glucidico. Essa ha implicazioni significative nella fisiopatologia dell’obesità, del diabete mellito e di altre patologie metaboliche. Attivando il suo recettore specifico, GHS-R1a (ghrelin receptor type 1a), la grelina esercita effetti oressigenici. Questi si realizzano attraverso la stimolazione dei neuroni AgRP/NPY a livello ipotalamico. Ciò porta all’aumento dell’apporto alimentare e alla riduzione del consumo energetico.
Nel caso dell’obesità, i livelli circolanti di grelina sono paradossalmente più bassi rispetto agli individui normopeso. Tuttavia, l’aumentata sensibilità periferica a questo ormone e la regolazione deficitaria dell’asse ipotalamico possono contribuire all’iperfagia. Inoltre, possono alterare i meccanismi di omeostasi energetica. La grelina gioca un ruolo maggiore nell’omeostasi del glucosio. Essa inibisce la secrezione di insulina a livello pancreatico e riduce la sensibilità tissutale all’insulina. Questi meccanismi favoriscono l’esordio e la progressione del diabete mellito di tipo 2.
Grelina – implicazioni nella sindrome di Prader-Willi
Un caso particolare di sregolatezza del sistema grelinergico è la Sindrome di Prader-Willi. Si tratta di una malattia genetica caratterizzata da iperfagia grave, ipotonia muscolare e ritardo psicomotorio. Nei pazienti con questa sindrome, i livelli di grelina sono significativamente elevati. Ciò contribuisce allo sviluppo dell’obesità morbosa. A differenza di altre forme di obesità, in cui i livelli di grelina diminuiscono postprandialmente, i pazienti con questa sindrome presentano una secrezione di grelina costantemente elevata. Ciò suggerisce un difetto nel feedback inibitorio di questo ormone sui centri ipotalamici dell’appetito.
Oltre al suo impatto sul metabolismo energetico, la grelina presenta effetti pleiotropici. È coinvolta nella protezione cardiovascolare riducendo lo stress ossidativo. Inoltre, migliora la funzione endoteliale e inibisce l’infiammazione sistemica. Studi recenti suggeriscono che la grelina moduli anche l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Ha effetti ansiolitici e antidepressivi influenzando la neurotrasmissione dopaminergica e serotoninergica. Questa osservazione apre nuove prospettive terapeutiche. I modulatori grelinergici potrebbero essere utilizzati nella gestione dei disturbi dell’umore.
Grelina – prospettive terapeutiche
Dal punto di vista terapeutico, il blocco della segnalazione grelinergica attraverso antagonisti del GHS-R1a rappresenta una strategia emergente. Questa è utile per il trattamento dell’obesità e del diabete mellito di tipo 2. D’altra parte, gli agonisti della grelina sono studiati per l’uso nella cachessia associata a malattie croniche, nell’anoressia nervosa e nelle sindromi da malassorbimento. Inoltre, i composti capaci di modulare la dinamica della secrezione di grelina potrebbero rappresentare soluzioni terapeutiche innovative. Questi potrebbero ottimizzare il metabolismo energetico e prevenire patologie metaboliche gravi.
In conclusione, la grelina costituisce un elemento centrale nella fisiopatologia delle malattie metaboliche e neuroendocrine. La delucidazione dei suoi meccanismi d’azione e delle sue interazioni con la leptina e altri ormoni dell’appetito offre prospettive preziose. Queste possono contribuire allo sviluppo di terapie mirate. Tali terapie potrebbero modulare l’equilibrio energetico e prevenire le complicazioni metaboliche associate.
Riferimenti:
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